La scuola nella storia
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La scuola come la conosciamo oggi non è stata sempre la stessa.
Anzi, prima del 1800, la scuola, come la intendiamo oggi, non esisteva proprio.
Fu tra il 1805 e il 1810, ad opera di Napoleone Bonaparte, che venne introdotto in Italia l'obbligo scolastico, cioè la istituzione scuola come la intendiamo oggi, cioè un fabbricato piuttosto grande, con molte aule, molti professori e molti studenti.
Nella antica Grecia e nella antica Roma, la scuola era detta peripatetica, cioè vi erano dei famosi maestri, che a pagamento, giravano per la città, istruendo alcuni alunni già grandi, su le arti che in quei tempi erano necessarie per difendere la singola città o l'impero. Cioè l'organizzazione militare dell'esercito, su come costruire le navi, su come costruire le armi, su come scrivere i messaggi per i soldati, su come scrivere le leggi. Ovviamente serviva non solo la conoscenza della lingua, ma anche saper scrivere correttamente in greco e in latino, sapere fare dei conti matematici, conoscere la geometria, conoscere le leggi, conoscere la medicina. Un lungo percorso di studi, che veniva svolto da un maestro, detto anche precettore, nel senso che le sue lezioni erano anche degli ordini dati agli alunni per conto del re o capo politico o imperatore, dal quale il precettore veniva nominato e retribuito. Era una scuola riservata ai nobili, cioè ai ricchi che in quel periodo detenevano il potere.
Non esisteva ancora la carta, ma si scriveva sui papiri, cioè lunghi rotoli di sottile legno morbido ricavato da una pianta, detta papiro, che era prodotta soprattutto in Egitto, nelle acque del fiume Nilo, dove la pianta del papiro si sviluppava con grandi dimensioni. Era usata anche la pergamena, cioè una lastra sottile e morbida, ricavata dall'intestino dell'agnello o del vitello.
La carta fu inventata successivamente.
La scuola di oggi
Oggi la scuola la conoscono tutti. Ad essa devono andare tutti i bambini, sia alla scuola materna, diciamo dai sei anni di età in poi, sia alla scuola elementare; segue poi la scuola media, obbligatoria per tutti; segue poi la scuola superiore, detta anche liceo o istituto tecnico o istituto professionale. La scuola superiore è obbligatoria fino all'età di 18 anni, anche se non tutti gli studenti riescono ad ottenere il diploma con gli esami di Stato, detti anche esami di maturità.
Le norme sulla scuola cambiano continuamente; in una giornata qualunque si scrivono almeno due o tre decreti attuativi, circolari, ordinanze. Nessuno può conoscerle tutte; lo stesso legislatore si avvale di molte persone prima di scrivere una legge scolastica, o decreto. Ma il risultato vale solo il giorno della pubblicazione sulla gazzetta ufficiale o sul sito del ministero; ma a volte anche nello stesso giorno, qualche paragrafo è stato scritto male. Della serie la confusione regna sovrana. Un tempo bastavano poche leggi, come nel 1923, quando il Ministro della istruzione, Giovanni Gentile, scrisse una riforma della scuola, detta riforma Gentile, la cui organizzazione dura in buona parte ancora oggi, come struttura di base, cioè scuola innanzitutto statale, nel senso che i professori vengono scelti dallo Stato e pagati dallo Stato e nel senso che anche gli edifici scolastici, cioè aule, sono costruite dallo Stato in senso largo, anche se le strutture edilizie fino alla scuola media sono a carico del singolo Comune; mentre le strutture della scuola superiore sono a carico delle amministrazioni della Provincia.
prof. Pietro De Paolis
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