a cura del prof. Pietro De Paolis
Antonio Gramsci
Un personaggio politico che ha causato ingenti danni al popolo italiano e al mondo intero è Antonio Gramsci, l'ideologo del gramscismo. Purtroppo era un italiano, anche se di origini albanesi. Indipendentemente dalle vicende storiche, che lo hanno visto in primo piano nelle vicende politiche italiane, egli infatti nasce in Sardegna nel 1891 e muore a Roma nel 1937, cioè prima della seconda guerra mondiale, le sue idee ebbero seguito e furono applicate con successo in Italia a partire dal 1962, cioè con l'inizio del centro sinistra al governo in Italia. Ancora oggi circa il 90% di italiani pensa ancora secondo tabù e ideologie, ideate da Antonio Gramsci nel prima metà del secolo scorso. Ci riferiamo in particolare ad un suo scritto del 1917, detto: La città futura, di cui riportiamo alcuni assiomi:
Che la scuola educhi gli intelligenti da chiunque nati...
Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa.
Un giovane che si iscrive al movimento giovanile socialista compie un atto di indipendenza e di liberazione.
La legge è un'imposizione: può importi di frequentare la scuola, non può obbligarti a imparare, e, quando abbia imparato, a dimenticare.
l'analfabetismo sparirà completamente, solo quando il socialismo l'avrà fatto sparire, perché il socialismo è l'unico ideale che può fare diventare cittadini, nel senso migliore e totale della parola, tutti gli italiani che ora vivono solo dei loro piccoli interessi personali, uomini nati solo a consumar vivande.
E chi è socialista o vuole diventarlo non ubbidisce: comanda a se stesso, impone una regola di vita ai suoi capricci, alle sue velleità incomposte.
Alfabetismo e analfabetismo
Questo concetto della cultura e della istruzione, da parte di Gramsci, è stato la base delle distruzione mirata, non solo della intera scuola italiana, ma della intera industria italiana. Alfabetismo, è una parola arcaica, che stava a significare il concetto di studiare l'alfabeto italiano, in modo da saper leggere e scrivere, e quindi comprendere i libri antichi, che contengono il sapere storico di una nazione e di un popolo; analfabetismo è il concetto contrario.
Lo studio della lingua va quindi sostituito, secondo Gramsci, dal socialismo, cioè l'indottrinamento politico che consente di superare sia gli esami, finti, della scuola media unificata del 1962, e sia gli esami universitari, onde ottenere in breve tempo una laurea, sia in materie mediche e scientifiche e sia in materie tecniche, specie elettronica ed informatica, alla fine del secolo scorso.
E' la sostituzione della religione antica, che tutto crea, tutto guarisce, tutto distrugge, in nome della divinità, con l'ideologia socialista, che fa diventare cittadini che comandano e impongono al popolo, come legge di stato, i propri capricci, i propri istinti malvagi, le proprie velleità immorali.
prof. Pietro De Paolis
2019
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