Indicazioni Nazionali per i Licei
LICEO ARTISTICO
Nota Dal 22 ottobre 2022 è Ministro della Istruzione e del Merito Giuseppe
Valditara. Il Ministero della Istruzione e del Merito è separato dal Ministero della Università
e Ricerca.
https://www.mim.gov.it/-/pubblicato-il-testo-delle-nuove-indicazioni-nazionali-per-i-licei-
23 aprile 2026
Scheda di lettura delle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei.
Il Ministro Valditara ha fortemente voluto nuove Indicazioni nazionali. Si apre ora la fase
di consultazione con il mondo della scuola. Per la prima volta le Indicazioni
saranno inviate specificamente anche ai rappresentanti delle Consulte
studentesche. Il Ministro le adotterà ufficialmente solo al termine del percorso
di ascolto della comunità scolastica.
UNA RIFORMA ATTESA, UNA SCUOLA CHE CAMBIA
PERCHÉ STUDIARE QUESTA DISCIPLINA? LA SCOMMESSA EPISTEMOLOGICA
GEOSTORIA FINISCE. STORIA E GEOGRAFIA TROVANO IDENTITÀ AUTONOMA
L’INNOVAZIONE DELLA MATEMATICA: DA TECNICA A PENSIERO
INTELLIGENZA ARTIFICIALE: PENSIERO CRITICO PER GOVERNARE LA TECNICA
LETTERATURA: LEGGERE PER CAPIRE SE STESSI
FILOSOFIA: VISSUTA E PROBLEMATIZZATA
EDUCAZIONE ALLE RELAZIONI, AL RISPETTO, ALL'EMPATIA 2026
Con il testo licenziato dalla commissione ministeriale e da oggi offerto alla
consultazione pubblica e ai diversi stakeholders, l'Italia compie un passo
significativo nella ridefinizione del secondo ciclo di istruzione. Non si tratta
di una semplice revisione di programmi: è un ripensamento strutturale della
funzione formativa del Liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e
società.
Una delle novità più rilevanti sul piano didattico-epistemologico è
l'introduzione di una sezione intitolata "Perché studiare questa disciplina".
Questa sezione pone un'esigenza che è epistemologica e didattica insieme:
illuminare il valore formativo di ogni disciplina, agganciando i saperi appresi
alla realtà contemporanea e alla motivazione ad apprendere degli studenti.
Forse la novità più attesa dagli addetti ai lavori: la Geostoria scompare. Al
primo biennio, Storia e Geografia tornano a configurarsi come discipline
distinte, ciascuna con la propria specificità metodologica e, per la Geografia,
con manuali propri. La Geografia recupera la sua autonomia scientifica e torna a
formare cittadini capaci di orientarsi nella complessità del mondo
contemporaneo. La Storia, invece, estende il proprio arco temporale fino alla
svolta cinese e ai nuovi equilibri geopolitici, con una scansione che dal nucleo
euro-occidentale si apre progressivamente ai nuovi scenari globali. La
centralità della storia dell'Italia e dell'Occidente non è un ripiegamento
provinciale: è riconoscimento dell'eredità universale che quella tradizione ha
consegnato al mondo moderno — la statualità, i diritti della persona, i
fondamenti della ricerca scientifica.
La scelta di incentrare lo studio della storia sulle vicende dell'Italia e
dell'Occidente risponde a un'esigenza di profondità, non di chiusura e
ovviamente non significa affatto non studiare le altre civiltà e la loro storia.
Le nuove Indicazioni di matematica non si limitano a riordinare i nuclei
tematici: propongono un ripensamento profondo della disciplina come esperienza
intellettuale. Le tecniche restano, ma cessano di essere il fine. Diventano
strumenti per comprendere concetti, modelli e decisioni — ovvero per esercitare
quella cittadinanza attiva e critica che è l'obiettivo ultimo del percorso
liceale.
Tre novità strutturali meritano attenzione. La prima: l'errore è riconosciuto
come parte integrante del lavoro intellettuale, momento fecondo da attraversare
con consapevolezza — non stigma da evitare. La seconda: per la prima volta, le
Indicazioni trattano esplicitamente il tema dell'intelligenza artificiale,
affidando alla matematica il compito di fornire i concetti e il linguaggio che
stanno alla base dei sistemi di AI. La terza: il quinto anno introduce uno
spazio strutturato di approfondimento in cui lo studente connette la matematica
alla scienza, alla storia delle idee o ai propri interessi personali.
Questa apertura interdisciplinare e alla storia del pensiero matematico
riposiziona la disciplina: non più torre d'avorio, ma sistema di idee in dialogo
con tutti gli ambiti del sapere.
In attuazione della Legge 132/2025 e dell'AI Act europeo, l'intelligenza
artificiale entra nei Licei non come oggetto di fascinazione tecnologica, ma
come territorio critico da governare. L'obiettivo è formare una coscienza
digitale capace di distinguere tra la simulazione algoritmica — la doxa — e il
sapere validato — l'epistéme. L'IA è al tempo stesso oggetto di studio e
dispositivo metodologico: gli studenti imparano a usarla consapevolmente, ma
anche a interrogarla, a riconoscerne i limiti, a tutelarne i confini rispetto
alla propria libertà intellettuale. Il pensiero matematico e il pensiero critico
diventano le due leve attraverso cui la scuola presidia l'autonomia del soggetto
nell'era degli algoritmi.
L'obiettivo non è addestrare studenti all'uso degli strumenti digitali: è
formarli a governarli con consapevolezza.
Il rilancio della lettura come pratica identitaria è uno dei fili rossi delle
nuove Indicazioni. Lo scopo dell'insegnamento letterario è che gli studenti
prendano gusto alla lettura — e che da ciò che leggono ricavino strumenti per
capire meglio se stessi e il mondo. Una formulazione semplice, quasi disarmante,
ma di grande densità pedagogica. La letteratura del passato è presentata come
specchio dell'esperienza umana da mettere in relazione con quella ancora acerba
degli studenti. Leggere i classici non è un atto di deferenza verso il canone: è
un modo per capire da dove si viene, cosa si pensa, cosa si desidera. E per
poter cambiare, crescere, auto-crearsi. La lingua italiana, in questo quadro, è
bene culturale da salvaguardare — lo ribadisce la Corte costituzionale — e
strumento di accesso alla conoscenza in un contesto plurilingue.
La Filosofia nei Licei assume una doppia caratterizzazione. Da un lato è pratica
concreta — esercizio di riflessione, interrogazione, giudizio, argomentazione.
Dall'altro consegna un sapere storico e teorico, una tradizione di autori e
testi da conoscere e approfondire. Le due dimensioni non si escludono: si
integrano nella formazione di studenti capaci di argomentare una tesi anche in
forma scritta, di riconoscere la diversità dei metodi con cui la ragione giunge
a conoscere il mondo. Un approccio che richiede ai docenti di uscire dalla
comodità del commento storiografico per entrare nella dimensione del laboratorio
del pensiero — dove l'errore, l'incertezza e il conflitto tra posizioni diverse
diventano risorse e non ostacoli.
In continuità con la scuola del primo ciclo, i Licei dedicano ampio spazio
all'educazione emotiva e relazionale così come al contrasto di ogni forma di
violenza e di discriminazione. Il rispetto è riconosciuto come presupposto etico
che precede e fonda l'agire civile: non una norma da rispettare, ma una
disposizione da coltivare. La scuola è chiamata a costruire i fondamenti della
convivenza pluralistica, dove l'inclusione non è concessione ma architrave della
cultura occidentale moderna. La cura delle relazioni e dell'empatia è presentata
come dimensione strutturale del curricolo — non come aggiunta soft alla
formazione disciplinare. Una scelta che interpella in modo diretto la
professionalità docente e la cultura organizzativa delle scuole.
Posti e cattedre per supplenze
Graduatorie Provinciali di Supplenza GPS
Mobilità e trasferimenti dei docenti
Pensionamento e cessazione dal servizio per docenti e per personale ATA
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Applicazioni per il personale scolastico
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