Relazione di elettronica
Alunno:
Tommaso
Leporale
Classe:
IV
A Informatica
Esercitazione:
N°8
Argomento:
Raddrizzatore
a due semionde (Trasformatore a presa centrale)
Raddrizzatore
a due semionde
Obiettivo: rilevare
sperimentalmente la tensione d’ingresso e d’uscita di un
raddrizzatore a due semionde con trasformatore a presa centrale.
Materiali
e strumenti utilizzati
-
Trasformatore
a presa centrale riduttore
-
2 diodi
(1N40007)
-
1 resistore
da 1kW
-
Picoscopio
elettronico
-
Voltmetro
-
Generatore
da banco
-
Cavetti
banana-coccodrillo
-
2 sonde
-
Bread-board
-
Fili
elettrici
-
Tronchesina
-
Spella fili
Principi
teorici
Utilizzando un trasformatore con il secondario dotato di una
presa a metà avvolgimento è possibile ottenere due tensioni
sfasate di 180°, che possono essere singolarmente raddrizzate per mezzo di
due diodi. La tensione totale del secondario deve essere doppia rispetto a
quella necessaria per il raddrizzamento a una semionda oppure a ponte di diodi.
La realizzazione di questo circuito è molto costosa a causa del
trasformatore a presa centrale. Il trasformatore ha il compito di abbassare la
tensione di rete; esso è composto in genere da due avvolgimenti
distinti: uno, di entrata, detto primario, che viene collegato
a 220V; uno di uscita, detto secondario, che fornisce una tensione più
bassa di quella in entrata, adatta alle esigenze dell'utilizzatore, cioè
dell'apparecchio che si vuole alimentare.

Un raddrizzatore a due semionde sfrutta siamo la semionda positiva che la semionda negativa del segnale
d’ingresso. Durante la semionda positiva il diodo D1 è
polarizzato direttamente e in uscita abbiamo una tensione che segue la semionda
positiva, mentre il diodo D2 è polarizzato inversamente e
quindi non conduce. Invece durante la semionda negativa il diodo D2
è polarizzato direttamente e in uscita abbiamo una tensione che segue la
semionda negativa però sfasandola di 180° dovuto al collegamento del
trasformatore, mentre il diodo D1 è interdetto.

Unidirezionale pulsante
In definitiva in uscita arrivano tutte e due le semionde però sottoforma
di semionda positiva, chiamata unidirezionale
pulsante.
Procedimento

Dopo aver montato il circuito sulla bread-board seguendo lo schema
di montaggio riportato sopra, lo alimentiamo con una tensione alternata di 21
V. La prima operazione da effettuare è quella
di misurare la tensione ai capi di Ru con il voltmetro, che sarebbe
il valore della tensione efficace. Una volta presa questa misura andiamo a collegare le sonde al circuito seguendo lo schema
e le colleghiamo al picoscopio che a sua volta lo colleghiamo al PC attraverso
il cavo usb e facciamo partire il programma (PicoScope) per andare a rilevare i
dati della VS1 e della fS1 e della Vu e fu
e salvando anche l’immagine delle due semionde.
Analisi
e dati
Il primo valore misurato
è quello della tensione efficace V1 = 0,42 V
La semionda del circuito è la seguente:

La semionda blu rappresenta
VS1 = 1386 mV
TS1 =
19,87 mS
fS1 = 0,0050 Hz = 50 Hz
Vu = 372 mV
Tu = 10,04 mS
fu = 0,100 Hz = 100 Hz
Foto
del circuito
Misura
della V1

Realizzazione
del circuito

Conclusioni
Realizzando questa
prova abbiamo potuto constatare che in uscita arrivano tutte e due le
seminonde, sia quella positiva e quella negativa sfasata di 180° ,
però arrivano in uscita sottoforma di semionda positiva e il trasformare
essendo riduttore diminuisce la tensione in uscita.
I principi teorici
sono stati soddisfatti sperimentalmente!