Manuale d'amore

a cura del prof. Pietro De Paolis

Il matrimonio

Il matrimonio è un contratto pubblico con cui un maschio ed una donna assumono l'obbligo di abitare insieme e di dividersi in modo uguale tutti i beni mobili e immobili, posseduti e da possedere in futuro.

Non fa parte del matrimonio l'obbligo di fare l'amore con l'altro coniuge. Di conseguenza il matrimonio nulla ha a che vedere con l'amore. Per cui dovrebbe essere escluso dalla trattazione in questo manuale. Tuttavia, vista la confusione che viene fatta, tra matrimonio e sesso, ritengo utile illustrare alcune conseguenze sia fisiche sia mentali sia economiche, che scaturiscono da questo contratto anomalo, detto matrimonio.

Intanto il matrimonio è regolato solo dalla legge, e sono nulli i patti tra i coniugi contrari alla legge.

Il matrimonio è un contratto a vita e  non ammette lo scioglimento del contratto economico.

Anche se esiste la separazione e il divorzio, gli effetti economici del contratto non vengono mai meno. 

Come abbiamo visto nella  pagina precedente la donna ha un valore economico minimo che si aggira sui 150.000 euro netti.

Nel caso di divorzio l'ex marito è comunque obbligato ad assicurare alla moglie lo stesso tenore di vita, cioè gli stessi soldi che le spettano in seguito al contratto del matrimonio.

Il minimo assegno di mantenimento di una donna, da cui si è divorziati, ammonta a 500 €  mensili; equivalenti a 6.000 € l'anno; equivalenti a 150.000 € se la durata in vita del marito dopo il divorzio si protrae per 25 anni.

Questo patto perverso non viene illustrato dall'ufficiale di stato civile che celebra il matrimonio, il quale si limita a dire:" ... dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascun in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia".

Dalla normativa attuale sul matrimonio discende che, se due persone si amassero veramente, rinuncerebbero al matrimonio, cioè rinuncerebbero al contratto economico, grazie all'amore reciproco, che si basa sulla fiducia nell'altro e non nella carta scritta da una persona estranea al matrimonio, cioè il legislatore, con tutto il seguito di avvocati e magistrati che stanno dietro.

Con questo non voglio dire di essere contrario al matrimonio; infatti, il matrimonio è una conquista civile; abolire il matrimonio equivarrebbe ad una lotta tra maschi, fino alla morte del più debole, al fine di accaparrarsi la propria donna. Quindi il matrimonio crea benessere e civiltà alla nostra società. Di anomalo  vi è:

1 - La non possibilità di cambiare la durata e di mettere delle condizioni (articolo 108 del codice civile).

2 - La mancanza dell'obbligo sessuale reciproco, come clausola automatica di scioglimento del matrimonio.

3 - L'obbligo di assicurare a vita lo stesso tenore di vita all'ex coniuge, dopo il divorzio.

4 - La procedura di scioglimento del matrimonio diversa da quella con cui si contrae. Infatti, per stipulare il contratto del matrimonio sono richiesti pochi euro; non occorre la presenza di un legale o di un notaio o di un magistrato, ma basta la presenza di un ufficiale dello stato civile, cioè del Comune. Al contrario, per lo scioglimento servono circa un minimo di 8.000 euro per ogni contraente matrimoniale; serve la presenza obbligatoria di un legale, pagato dagli ex coniugi; serve la presenza di un magistrato.

Differenza di età

Un grosso errore da evitare, nel caso si voglia contrarre matrimonio con una donna, è la differenza di età, nel senso che occorre evitare di sposarsi con una donna avente una età maggiore del maschio. Il motivo è la scadenza della donna, i cui desideri sessuali si affievoliscono con la menopausa.

Esempi corretti

età del maschio età della donna
25 20
30 24
35 27
40 30
45 33
50 36
55 39
60 43

Dalla tabella notiamo che la scelta corretta è quella di prendersi in moglie una donna con una differenza di età, sempre con una donna di età inferiore, man mano che si avanza negli anni. In tal modo, anche in età adulta, cioè verso i 60 anni si ha a fianco una compagna più giovane con cui il sesso è possibile, senza l'uso di ormoni.

Quando si sceglie una donna con età superiore a noi perdiamo anche 20 anni di rapporti sessuali.

Esempio errato

Maschio età anni 30

Donna età anni 35

Si perdono 10 anni di attività sessuale; infatti quando il maschio avrà 50 anni di età, cioè si troverà nel pieno del successo lavorativo ed esistenziale, la propria compagna è ormai entrata nella menopausa (45 - 50 anni). La compagna inizierà a trovare le stesse scuse che da ragazzina trovava con i maschi che non gli piacevano: fa freddo, fa caldo, sono stanca, non mi va. Infatti l'attività sessuale comincia a diventare dolorosa per la donna, a causa della mancanza dei liquidi lubrificanti della vagina, che vengo emessi quando una donna si eccita sessualmente.

Se, invece, avessimo scelto una donna con età inferiore di 5 anni, a 50 anni ci ritroviamo con una donna ancora desiderosa di fare sesso, in quanto non è ancora arrivata alla menopausa avendo 5 anni in meno di noi, cioè 45.

Quindi abbiamo perso 10 anni di attività sessuale.

Questo sarebbe poco se non avvenissero altri fenomeni, insieme alla mancanza di attività sessuale, quando si è maschi sui 50 anni. Infatti, il rifiuto sessuale da parte della propria compagna è un affronto molto più duro da sopportare dei frequenti no che abbiamo avuto nella giovinezza. Intanto non abbiamo a 50 anni più la stessa possibilità di scelta, in quanto ormai tutte le nostre ex amiche si sono sposate e non lasciano certo il proprio compagno proprio quando lui sta guadagnando molti soldi. Di conseguenza ci tocca rimanere all'asciutto e insoddisfatti sessualmente. Questo causa nervosismo, sia in casa, e sia sul posto di lavoro. I colleghi di lavoro notano il nervosismo nostro, la nostra mancanza di tatto. Rischiamo un conseguente insuccesso sul lavoro, con blocco della carriera lavorativa e perdita di lavoro. Alla perdita di lavoro e mancanza di reddito lavorativo è matematicamente certo che si perde pure la propria compagna, che giustamente si è fatta i conti anche sui nostri soldi futuri al momento del matrimonio.

Quindi assolutamente da evitare lo sposarsi con una compagna avente età superiore alla nostra.

Inoltre una maggiore età della donna comporta una difficoltà nel gestire il rapporto di coppia. La vita di coppia richiede una serenità mentale da parte del maschio e una psicologia nel trattare la propria donna.

Le donne sono come dei bambini; non bisogna mai farsi sottomettere da una donna, altrimenti il rapporto di coppia è destinato al fallimento, proprio come se un padre si mettesse nelle mani del proprio figlio bambino. Serve, da parte del maschio, un continuo controllo sia dei figli sia della propria donna, in modo che le scelte quotidiane che si fanno ogni giorno siano corrette, cioè siano di utilità ad entrambi i coniugi e ai figli. La donna vede le cose a modo suo.

Non si tratta di essere maschilisti ma realisti. Una donna non è in grado di creare una ditta con 100 dipendenti, ma è solo in grado di guidare la stessa ditta, se è stata creata dai propri genitori. Una donna non è in grado da sola di mettersi una piccola impresa in proprio, ma è solo in grado di gestirla se gliela si consegna già avviata. Ma questo lo sanno fare solo poche donne esperte. In buona parte la donna si procura il proprio reddito lavorando alle dipendenze di un altro.

Nella famiglia deve avvenire la stessa cosa. Purtroppo la ideologia comunista ci ha tolto la possibilità di essere capo famiglia, noi maschi, come era nei secoli scorsi e nei millenni scorsi. Siamo in una famiglia comunista per legge; per cui occorre lavorare da psicologi; occorre saper gestire i conflitti nella famiglia in modo democratico, cioè facendo capire che le scelte le fanno i figli e la moglie, mentre, in realtà, tocca a noi evitare un sacco di scelte sbagliate che la nostra compagna di vita cerca di farci fare.

Che fatica essere uomini!

Manuale d'amore

Domanda al professore

Prof. Pietro De Paolis

 

2006