I CRETESI E I MICENEI

 

La civiltà di Creta

 

Al centro del Mediterraneo orientale si trova l'isola di Creta.  La fortunata posizione geografica,  ne faceva lo scalo naturale del commercio marittimo tra:  l'Africa,  l'Asia e l'Europa.  Per questo,  essa divenne un fiorente centro commerciale.  Già molto prima che i Fenici si imposero sul mare, i Cretesi,  percorrevano con le loro navi, tutto il Mediterraneo. Nei porti stranieri scaricavano i loro prodotti: olio, grano, vino, vasi meravigliosi per la vivacità dei colori e dei disegni, e gioielli, capolavori di orafi e incisori. Imbarcavano in cambio stagno e rame che facevano lavorare dai propri artigiani o rivendevano, realizzando enormi guadagni, ai popoli privi, come loro, di metalli.

 Creta fu sede di una raffinata civiltà. Nell'isola di Creta,  furono costruite splendide città, quali Cnosso, Festo e Haghia Triada.  Gli scavi archeologici, hanno riportato alla luce resti di splendidi palazzi e di ville decorate con bellissimi affreschi. Sviluppatissima in Creta era l'arte della ceramica. Famosi erano i vasi cretesi di ceramica multicolore. I motivi decorativi, erano geometrici, o traevano ispirazione dalla natura. Nel compenso, le arti in Creta, erano al servizio delle corti di magnifici sovrani.  Sono state trovate anche iscrizioni geroglifiche che gli studiosi però, non sono riusciti finora a decifrare. Per questo, la storia di questo periodo, ci è ancora in gran parte oscura.

 Sappiamo solo che verso il 1400 a.C., l'isola fu colpita da un terrificante cataclisma e che in seguito, fu invasa dagli Achei; un popolo originariamente di pastori nomadi,  proveniente dalla vicina isola di Citera e dal Peloponneso.  Essi,  assorbirono la civiltà cretese che così non si spense, ma continuò nella civiltà greca e fondarono numerose città fra cui Micene.  L'isola di Creta,  il cui territorio era prima diviso fra poche e potenti monarchie, si frazionò in numerose piccole città.  Ciascuna di queste città,  era uno  Stato,  sempre in guerra  tra loro e agitate da contrasti interni fra le classi sociali e fra i dominatori achei e i vinti cretesi.  Così decaddero lentamente, a partire dal secolo XIII a.C. la civiltà e la potenza cretese.  L'Illiade e l'Odissea,  descrivono più volte il mondo di Creta, come ad esempio la descrizione che ne fa Ulisse, re di Itaca,  nell'Odissea, facendo riferimento all'antica leggenda, secondo cui, a Creta, nacque Zeus, padre e sovrano degli dei. La leggenda dice che, trasformatosi in un toro, Zeus, rapì la bella Europa, figlia di un re fenicio, e la trasportò nell'isola; poi, ripresa la forma umana, la sposò. Da questo matrimonio, nacque Minosse. 

 

La civiltà Micenea 

 

Tra le città degli Achei, Micene fu la più potente. Gli Achei, infatti, intorno al II millennio, danno vita alla civiltà micenea, formata da vari piccoli regni: Micene, Tirinto, Argo, dominati dalla nobiltà. Intorno al 1500 a.C., i Micenei, conquistarono Creta e ne proseguirono l'attività commerciale. Con la loro potenza militare e navale, presero il controllo dei traffici marittimi nel Mediterraneo orientale e nel mar Egeo. Intorno al 1230 a.C. una spedizione militare di Achei conquistò e distrusse Troia, una potente città posta in vicinanza dello stretto dei Dardanelli, che controllava i commerci verso il mar Nero. Poco dopo, circa 1200 a.C., della civiltà micenea, scomparve quasi ogni traccia, forse a causa dell'invasione dei Dori.

  Delle imprese degli Achei e della guerra di Troia, ci è pervenuta l'eco nell'affascinante racconto poetico costituito dai poemi omerici; l'Illiade e l'Odissea, composti nei secoli successivi. Secondo la tradizione omerica, la spedizione e la guerra contro la città di Troia, furono intraprese per vendicare l'offesa arrecata a Menelao, re di Sparta, da Priamo, re di Troia. Paride, essendo ospite di Menelao, ne aveva rapito la bellissima sposa Elena, il re di Micene, Agamennone, organizzò allora la spedizione per vendicare l'onore del fratello Menelao.  Utilizzando le informazioni fornitegli dall'Illiade, l'archeologo tedesco Heinrich Schliemann, andò alla ricerca di Troia e portò alla luce resti di edifici, oggetti e tesori che appartennero a quelle città, anche se, forse, in epoche diverse da quella ricordata dal poema omerico. Omero racconta di tombe monumentali e palazzi principeschi, circondati, come lui ricorda, da"mura di bronzo con fregi di smalto azzurro, dove si aprivano porte d'oro con stipiti d'argento". 

Affresco minoico

Gli Achei, fondarono tanti piccoli regni, continuamente in lotta tra loro, per il possesso di un campo o di un bosco, per vendicare un'offesa o per procurarsi un bottino. L'aspra natura dei luoghi, ne rafforzavano il temperamento violento. Pur di procurarsi delle provviste, essi consideravano il brigantaggio sui monti o la pirateria sui mari, mezzi leggittimi come l'agricoltura e la pastorizia. Lo stato miceneo era così strutturato: il re, che era capo dello stato ma non amministrava la giustizia. Il trono era ereditario, ma la monarchia non era teocratica come in Egitto, in quanto il sovrano, non era monarca assoluto: consultava infatti, i personaggi più eminenti e cercava perfino il consenso del popolo. Poi c'era il consiglio degli anziani, formato da esponenti delle famiglie più antiche e pèotenti; il suo era un ruolo di vero e proprio consigliere e di suggerire proposte. Inoltre, vi era l'assemblea popolare, costituita da tutti gli uomini atti alle armi, era convocata dal re in circostanze straordinarie.

L'economia era prevalentemente a base agricola e la società era divisa in varie classi soggette all'aristocrazia terriera.  L'agricoltura fioriva, quando taceva la guerra; l'operosa fatica degli artigiani dava oggetti, che mostravano chiari influssi egeo-cretesi, e in particolare vasi artistici; un attivo commercio terrestre e marittimo diffondeva i prodotti del suolo, della pastorizia, dell'artigianato. Nella Grecia antica si andava diffondendo una comune civiltà. 

 

 

 

 

 

Alessandra Madaro

 

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